Sangiovese

Il vitigno Sangiovese ha origini molto antiche. Come tale è conosciuto fin dal 1500, ma la sua origine è molto probabilmente etrusca, in particolare sembra provenire dalla zona a nord del Tevere e a sud dell'Arno, da cui poi si sarebbe diffuso oltre l'Appenino, fino ad interessare le colline romagnole ed emilliane. L'origine del nome è ancora più incerta, si va dall' "uva sangiovannina" con riferimento alla sua maturazione precoce, al termine francese "joueller" derivato dal latino "jugalis" cioè aggiogare, in questo caso "fissare a dei sostegni", all'antico riferimento con il sangue di Giove (Sanguis Jovis). Il vitigno Sangiovese si presenta in due distinte tipologie: Il Sangiovese grosso, corrispondente ad alcuni biotipi coltivati in Toscana, tra cui il Brunello ed il Prugnolo Gentile. ed un Sangiovese piccolo, a cui fanno riferimento la maggior parte delle verietà sia Toscane che dell' Emilia Romagna e del resto d'Italia, tra cui il Morellino, coltivato nella zona di Scansano. Il Sangiovese cambia notevolmente le sue caratteristiche espressive al variare dei climi e dell'altitudine a cui viene coltivato.

Trebbiano

Il vitigno Trebbiano toscano ha origine comune agli altri vitigni della famiglia dei Trebbiani, noti in Italia fin dall'epoca romana. Il loro nome deriva da "Trebula", ossia fattoria (Plinio il vecchio descrive un "Vinum Trebulanum", che secondo questa interpretazione, starebbe per "vino di paese", o "vino casareccio"). Distinguere i vari cloni, che portano un nome che spesso indica la loro prevenienza o l'areale di maggior diffusione, non è sempre così facile. La storia ha portato il Trebbiano toscano in Francia, col nome di Ugni Blanc, dove costituisce la base per la produzione del Cognac e dell'Armagnac, probabilmente a seguito del trasferimento del Papa a Avignone nel quattordicesimo secolo. Altri datano la sua diffusione oltralpe al matrimonio di Caterina de'Medici con Enrico II di Valois, re di Francia. È un vitigno caratterizzato più dalla produttività che dalla personalità, e, anche grazie alla spiccata acidità che conferisce ai vini, si presta all'appassimento, dando la sua massima espressione nel Vin Santo Toscano.


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